Comune di Castel Sant'Elia
Settimana dell'arte 2004
"MADONNA COL BAMBINO TRA I SANTI ANTONIO ABATE E CARLO BORROMEO"
Dipinto ad olio su tela

Il dipinto è conservato nella Chiesa di Sant'Antonio Abate che risale al 1737. Sull'Altare maggiore spicca una grande tela raffigurante una Sacra conversazione, "Madonna con il Bambino tra i Santi Antonio Abate e Carlo Borromeo", prima metà del XVIII sec., è attribuibile al Luzzi, allievo di Lazzaro Baldi (1703) qust'ultimo attivo nelle province di Roma, Rieti dove ha affrescato il Duomo di Santa Maria, e Viterbo.
Di pregevole fattura, soprattutto per le raffigurazioni dei volti dei due Santi e nella personalizzazione molto spiccata di Carlo Borromeo, attingendo ad una vasta iconografia ritrattistica della fine del '500, quando Carlo Borromeo era già vescovo di Milano.
Il dipinto ha una notevole forza compositiva, con la disposizione dei due Santi in una intima e Sacra Conversazione con la Vergine Maria ed il Bambino Gesù. A coronamento di tutto quattro angeli incorniciano il dipinto.
Classica è l'impostazione della Vergine Maria col Bambino Gesù, seduta in trono su di una nube a sottolineare il suo attributo di regina Coeli.
A sua volta Maria è trono di Gesù Bambino, in atto benedicente rivolto a Sant'Antonio Abate che presenta alla regale Madre e a suo Figlio, Carlo l'umile servo di Dio.
Carlo proclama, il suo atto di fede, e con l'umiltà di voler essere lo strumento della magnificenza di Gesù Cristo , e lo sposo della vergine Maria impersonificazione dell'Ecclesia.
Parola chiave o meglio motto o regola di vita dei due Santi è l'humilitas a lettere d'oro su un cartiglio bianco mostrato da un angelo simbolo dell'anima giovane e innocente di Carlo Borromeo.
Il lavoro di restauro della pala d'altare è realizzato da Marco Petrangeli e diretto dalla dott.ssa Rosalba Cantone funzionaria della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio per il Patrimonio Storico Artistico e Demoentnoantropologico del Lazio, tale intervento permetterà di riportare all'originario splendore il prezioso dipinto del Luzzi.